<H1>CLOROFILI</H1>

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IL PVC E L'INCENDIO ALL'AEROPORTO DI DÜSSELDORF

Comunicato stampa di Greenpeace, 18 aprile 1996.

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La risposta dei Clorofili

Il testo originale è disponibile alle pagine diossina-l in Archive of postings to DIOXIN-L by thread (Archivio degli annunci in rete su DIOSSINA-L) oppure direttamente in Chlorine Accidents (Incidenti legati al cloro). È stata già inviata e distribuita una risposta a quell'elenco.
La risposta alla prima parte della storia di Greenpeace, che riguardava i pericoli connessi al trasporto e all'uso del cloro, a causa di un incidente ferroviario in cui si era avuta una fuoriuscita di cloro da un serbatoio, avvenuto nel Montana, negli USA, si può trovare alle pagine dei Clorofili: Cloro e rischi.


La storia di Greenpeace:

Un incendio scoppiato all'aeroporto di Düsseldorf, in Germania, il 12 aprile, ha provocato la morte di 16 persone e oltre 100 feriti. Il PVC ha avuto un terribile effetto sull'incendio, causato da particelle incandescenti derivanti da un intervento di saldatura, cadute in una parte del complesso in cui hanno immediatamente preso fuoco dei cavi rivestiti di PVC e del materiale isolante. I fumi tossici liberatisi da questo materiale sono stati la principale causa delle morti avvenute al piano superiore rispetto a quello in cui è scoppiato l'incendio. La mancanza nell'aeroporto di dispositivi di sicurezza ha a sua volta contribuito a questo spaventoso disastro.

Il ruolo svolto dal PVC nel peggiore incendio mai verificatosi nella storia degli aeroporti tedeschi non è stato messo in dubbio né dalle autorità né dagli organismi di informazione:
- il PVC ha causato la formazione di fumi neri e densi.
- il PVC ha provocato emissioni di grandi quantità di HCl.
- il PVC ha contribuito al propagarsi del fuoco.
- il PVC ha provocato una contaminazione da diossina di circa 120 ug/kg di scorie, eccedenti di un fattore 10 ed oltre i limiti previsti in Germania.


Risposta dei Clorofili:

Secondo le ultime notizie ufficiali (10 aprile 1997):

Il portavoce ufficiale del Pubblico Ministero di Düsseldorf, Ruland, ha preso posizione in maniera ben definita sulla causa della morte delle 17 persone all'aeroporto.

Da questo momento in poi si ritiene con certezza che la causa sia l'errore umano, a partire dai lavori di costruzione che sono all'origine del danno, ovvero il fatto di aver ignorato ampiamente le regole di sicurezza antincendio durante la realizzazione degli edifici del terminal nel 1970.

La causa della morte di 17 persone nei locali dell'aeroporto è stata l'applicazione di pannelli di polistirolo rivestiti di alluminio usati come isolanti termici per il soffitto dell'edificio, malgrado i regolamenti antincendio già emanati all'epoca. La combustione di questi materiali ha causato una consistente emissione di monossido di carbonio, letale, e di altre sostanze tossiche all'inalazione.
Alla fine della conferenza stampa, il portavoce ha affermato, alla lettera:

Il PVC non ha contribuito nel modo più assoluto alle cause del decesso delle vittime


Estratto del Rapporto sull'incendio all'aeroporto di Dusseldorf (Tedesco, versione inglese), emesso dalla Commissione di esperti designata dal governo della Westphalia Nord-Reno (traduzione)

Decisivi, ai fini degli effetti e delle conseguenze dell'incendio su cose e persone, sono stati:

Secondo il rapporto degli esperti, diversi materiali sono stati coinvolti nell'incendio, come pannelli di isolamento, cavi, bagagli e nastri porta-bagagli, lampade alogene, ed infine gli arredi. Tra di essi, figurano anche i cavi con guaine in PVC. La tossicità dalla fuliggine è stata essenzialmente correlata alla contaminazione da idrocarburi policiclici aromatici (PAH), quelli che si sviluppano anche quando brucia il legno. Anche diversi altri materiali, come i cavi in PVC, hanno contribuito alla contaminazione delle macerie (materiali per l'edilizia, elementi di arredo, nastri porta-bagagli, e condensatori di lampade alogene). Questo trova riscontro diretto nel rapporto della Commissione alle pagine 5 e 6.
In breve si può affermare che, sulla base dei fatti, il PVC non ha avuto un ruolo particolare in confronto ad altri materiali, sia riguardo alle persone che alle cose.

L'eventuale assenza di PVC dalla scena dell'incendio non avrebbe evitato la morte di 17 persone né avrebbe ridotto i danni materiali.


L'incendio di Düsseldorf è stato causato da un'operazione di saldatura al di sotto del piano su cui passa la strada. Forse una parte di asfalto fuso e incandescente è gocciolata all'interno del controsoffitto, in cui passavano dei cavi isolati con PVC. Sempre nello stesso posto sono stati rinvenuti anche dei resti di materiale isolante infiammabile. Dopo un periodo in cui il materiale è bruciato senza fiamma, i cavi e/o la polvere che li ricopriva e/o il materiale isolante hanno preso fuoco, e il fuoco ha continuato a propagarsi fino a raggiungere il soffitto della sala degli arrivi. Successivamente l'incendio ha coinvolto l'intera zona degli arrivi, compresi tutti i materiali infiammabili quali banconi di legno, l'arredamento in legno dell'area bar, i cavi di PVC, i nastri trasportatori in gomma, ecc., ecc.
La maggior parte delle vittime non si trovavano in questa zona, ma al piano superiore, subito completamente saturo del fumo molto denso.

Oltre che alla causa originaria, il rapido propagarsi del fuoco e il numero di vittime sono dovuti a una serie impressionante di errori strutturali e umani:
Non c'era nessuna sorveglianza anti-incendio durante i lavori di saldatura (normalmente obbligatoria).
Non c'erano pareti né strutture tagliafuoco nel controsoffitto, il fuoco ha potuto percorrere, dal punto di inizio fino alla zona degli arrivi, senza incontrare nessun ostacolo, più di cento metri.
Nel soffitto non erano installati né avvisatori di fumo né impianti antincendio ad acqua polverizzata.
Dopo l'allarme, qualcuno ha avviato il segnale di avviso sbagliato, che ha fatto confluire la gente verso la zona dell'incendio.
Gli ascensori non sono stati bloccati (o diretti verso una zona sicura), quattro vittime hanno preso l'ascensore dal parcheggio verso il piano del tetto, ritrovandosi direttamente nel fumo letale. Quando le porte si sono aperte, il fumo denso si è interposto tra le cellule fotoelettriche, impedendo alle porte di richiudersi
Le uscite di sicurezza non erano facilmente accessibili né localizzate correttamente. Sei vittime sono rimaste intrappolate al banco dell'Air France perché non avevano un'uscita di sicurezza vicina.
La ventilazione non è stata (automaticamente) bloccata.
I pompieri sono stati chiamati 27 minuti dopo che è scattato l'allarme antincendio.

Qualsiasi possa essere stata la causa delle morti che si sono avute, qualsiasi cosa abbia provocato il rapido propagarsi delle fiamme, è comunque chiaro che alcune autorità stanno usando UNO dei materiali coinvolti per negare la propria responsabilità, in questo aiutati da Greenpeace e da alcuni mezzi di informazione.

È praticamente impossibile che siano stati i cavi rivestiti in PVC a causare il rapido propagarsi dell'incendio, dal momento che è uno dei materiali plastici meno infiammabili. Test effettuati presso l'istituto di tecnologia di Hüls AG, hanno dimostrato che i cavi in PVC, dopo aver preso fuoco attraverso la saldatura, si spengono da soli quando la fonte dell'accensione viene eliminata. Vedi anche il nostro photobook sulla manifestazione dei lavoratori dell'industria del PVC a Düsseldorf contro le menzogne sul PVC del 19 settembre 1996 (110 k).

Il sistema di altoparlanti di cui facevano parte i cavi in PVC è stato anzi una delle ultime cose a funzionare ancora nell'inferno dell'incendio. Il sistema di illuminazione alimentato da cavi rivestiti in PVC funzionava ancora persino DOPO il disastro ! Ciò dimostra chiaramente che i cavi in PVC non "bruciano come una miccia", come dice Greenpeace...

Le 'impronte', ovvero la composizione delle diossine rilevate, NON sono quelle del PVC e nemmeno dei PCB. Se il PVC viene bruciato, tale composizione è abbastanza tipica, come avviene ad esempio nelle emissioni degli inceneritori quando sono combusti PCB o altri materiali clorurati o non clorurati. Anche negli incendi di grosse dimensioni, in cui sono bruciati solo PE (polietilene) e PP (polipropilene), vi è formazione di diossina nella fuliggine. La fonte di cloro che ha prodotto l'impronta del caso di Düsseldorf resta ancora sconosciuta.

Più importante per gli eventuali effetti negativi sulla salute a lungo termine è la quantità di PAH nella fuliggine. Nel caso di Düsseldorf, la quantità di PAH era 5 g/kg, di cui 264 mg/kg di BaP (benzo-a-pirene, il tipo di PAH più cancerogeno, mutageno e teratogeno). Tale valore va raffrontato con i 42.6 MICROgrammi I-TEQ di diossina/kg presenti nella stessa fuliggine. Anche se ipotizziamo per le diossine un potenziale cancerogeno e di altri danni alla salute in I -TEQ 20 volte superiore rispetto al BaP, l'effetto tossico del solo BaP è 300 volte maggiore rispetto a quello delle diossine rilevate ! Se consideriamo anche gli altri PAH tossici, l'effetto è circa 600 volte superiore...

Si ritiene perciò adesso che nell'incendio siano state bruciate solo piccole quantità di PVC e PCB combinati, insieme però ad un'enorme quantità di materiali non clorurati.

Non abbiamo parole nei confronti di gente che sfrutta le vittime per guadagnare punti nel dibattito sul cloro.

* * * * *

Il PVC è in genere il materiale che presenta la temperatura di autoaccensione più alta tra tutti i materiali di isolamento elettrico conosciuti (a parte la costosa gomma di silicone o i fluoropolimeri). Se una gran parte del materiale che lo circonda prende fuoco, si incendierà anche il PVC. In questo caso emette acido cloridrico e monossido di carbonio, a seconda della situazione. L'acido cloridrico ha la stessa tossicità del monossido di carbonio (che viene emesso da qualsiasi materiale contenente carbonio), con alcune differenze: ha un odore molto penetrante, che viene avvertito facilmente, mentre il monossido di carbonio è inodore. E si dissolve rapidamente in acqua, il che costituisce un vantaggio se vengono attivati gli impianti ad acqua polverizzata, ma uno svantaggio se vi sono attrezzature elettroniche. L'azione corrosiva esercitata sulle strutture in acciaio è in tutti i casi trascurabile, se paragonata ai danni del fuoco e dell'acqua.

Studi condotti sui decessi per inalazione di fumi a seguito di incendi hanno rivelato che il 90-95% delle morti sono dovute ad intossicazione da monossido di carbonio, il 5-10% al cianuro che si libera dai composti azotati come la lana, la seta, il nylon e l'espanso poliuretanico. Non si conosce nessun caso di decesso dovuto all'acido cloridrico emesso dalla combustione di PVC.
Il monossido di carbonio causa almeno 300 vittime all'anno solo in Belgio (10 milioni di abitanti).
La composizione del PVC usato in passato, così come molti altri materiali, può provocare fumo molto denso, a seconda delle condizioni. Le nuove composizioni emettono molto meno fumo.
La moderna composizione del PVC è stata sottoposta alle più difficili prove di classificazione antincendio (IEC 332 Pt3, CSA FT-4) ed ha superato test che nemmeno la poliolefina ignifuga a legame trasversale con idruro di silicio è riuscita a superare.

In qualsiasi incendio accidentale si possono trovare piccole quantità di diossina, che provenga dal PVC (4 microgrammi per tonnellata bruciata, mentre invece un'imbarcazione a motore ne emette 6 microgrammi per tonnellata di carburante consumato), dal polietilene (PE), dal polipropilene (PP) o dal legno. Non costituisce in NESSUN caso un rischio per la salute delle persone che ne vengono a contatto, siano esse feriti, vicini o pompieri. Le analisi del sangue dei pompieri tedeschi, le persone che sono certamente più a rischio, e delle persone che vivevano vicino al luogo di un incendio (di PVC) di grandi dimensioni a Lengerich, in Germania, non hanno fatto riscontrare livelli di diossina più alti rispetto a quelli medi della popolazione tedesca.

I limiti di diossina citati da Greenpeace si riferiscono a prodotti che possono essere VENDUTI regolarmente sul mercato tedesco, e non alla fuliggine o alle scorie provenienti da un incendio, che possono essere eliminate o bruciate in inceneritori adeguatamente attrezzati.

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Tutti questi dati si possono trovare (o si potranno trovare una volta pronti) alle pagine dei Clorofili o nelle relazioni scientifiche su cui si basano le pagine dei Clorofili.

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Vi trovate al livello uno delle pagine di risposta dei Clorofili.

Creato: 19 aprile 1996.
Ultima revisione: 21 gennaio 1998.

Pagina di Benvenuto

Su: Alla Home Page dei Clorofili.

A sinistra: Greenpeace, il PVC e le mutazioni ormonali, il caso di Toronto

 A destra: Greenpeace, il PVC e le mutazioni ormonali, il caso degli alimenti per bambini in GB

Down: 19 settembre 1996, manifestazione a Düsseldorf dei lavoratori dell'industria del PVC (110 k)

Per qualsiasi commento su questa o altre pagine dei Clorofili:

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