<H1>CLOROFILI</H1>

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ALTERNATIVE AL CLORO

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FAVOLA

Questo biglietto è stampato su carta al 100% ecologica e senza cloro.

Greenpeace sui suoi biglietti d'auguri per Natale, Dicembre 1995 .

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FATTI E CIFRE

AFFERMAZIONE

Niente è completamente senza cloro e niente è ecologico al 100%.



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La sbianca della pasta di cellulosa.

LE ALTERNATIVE
Conclusione

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La sbianca della pasta di cellulosa

Il metodo più semplice

Quando si usa il legno per fabbricare carta, esistono diversi metodi di lavorazione. Quello più semplice è il trattamento meccanico: il legno viene riscaldato, quindi triturato, e la pasta che ne deriva viene sbiancata con aria o ossigeno: il prodotto finale filtrato ed essiccato è la carta. Questa carta viene definita TMP (thermo-mechanical paper), ovvero carta a trattamento termo-meccanico.
Questo metodo presenta un vantaggio e due inconvenienti: il vantaggio è che si utilizza così tutto il legno, fatta eccezione per la corteccia. Gli inconvenienti: qualità meccanica e di riciclaggio scadente, perché si formano fibre molto corte. Circa un quarto della composizione del legno è costituito da lignina, la sostanza collante che conferisce resistenza a quasi tutte le piante. Essa è ancora presente nella carta TMP. Sebbene venga sottoposta alla sbianca, la lignina tende ad ingiallirsi rapidamente quando viene direttamente a contatto con la luce del sole. Ciò si può vedere quando si lascia un quotidiano, che è fatto di carta TMP, al sole.
Per i giornali non è un problema. L'importante è che durino almeno un giorno. Ma per le riviste e i libri, ad esempio, di qualità migliore e che sono destinati a durare più a lungo, o per il cartone, per cui ci vuole maggiore resistenza, bisogna usare altri processi.

Il metodo Kraft

Questo processo di lavorazione, che combina buona qualità e prezzo contenuto è generalmente conosciuto come Metodo Kraft. Con questo processo, il legno viene tagliato in pezzi, o trucioli, che vengono cotti in soda caustica, in grado di eliminare la maggior parte della lignina, senza intaccare troppo il resto della cellulosa.
Quando la pasta derivante dal metodo Kraft non viene ulteriormente sbiancata viene usata come cartone: il colore piuttosto scuro è dovuto ai residui di lignina che restano dopo il processo di cottura. Se si vuole carta più o meno bianca, vi sono allora diversi metodi di sbianca: può essere eseguita con cloro, biossido di cloro, ossigeno, ozono o acqua ossigenata.
Il cloro è quello che dà i risultati migliori: tutta la lignina ancora presente viene dissolta, senza danneggiare la cellulosa, che diventa di un bianco splendente e resta bianca per decine d'anni...
L'inconveniente di questo metodo è che si formano e vengono emesse delle piccole quantità di diossina, circa 1 microgrammo per tonnellata di pasta. Anni fa questo si traduceva, in Svezia, in circa 10 grammi all'anno per 10 milioni di tonnellate di pasta. Non certamente il problema maggiore legato alla diossina in quegli anni: l'industria siderurgica aveva delle emissioni ben superiori. Il problema principale non era infatti la diossina, ma la lignina clorurata e dissolta, che era piuttosto persistente, il che significa non facilmente degradabile da parte dei batteri. Le quantità di sostanze organiche clorurate disciolte nelle acque di scarico si misurano in AOX (alogeni organici assorbibili), ossia la quantità di organoclorurati che può essere assorbita dal carbonio attivo. Per questo tipo di processo si aveva un valore di AOX pari a 3-5 kg/ton di pasta su un totale di circa 50 kg di sostanze organiche scaricate per tonnellata. Ciò procurava enormi quantità di sostanze organiche all'anno per ogni cartiera!

Gli effetti sui pesci.

Il valore di AOX non riguarda in alcun modo la tossicità dei materiali emessi. Ma che le acque di scarico fossero nel loro complesso tossiche era chiaro: gli scarichi avevano un effetto strano sui pesci: quelli che si trovavano a valle subivano delle mutazioni del comportamento sessuale visibili dall'esterno! Era un segnale allarmante e furono subito accusati l'uso del cloro e le emissioni di diossina, insieme ad altri materiali contenti cloro, come causa di tutti i mali. Vennero rinvenute piccole quantità di diossina anche nella carta sbiancata col cloro, il che causò molta agitazione nei mezzi di informazione, in un primo tempo in Svezia e più tardi in altri paesi. Stranamente nessuno si agitò per le quantità di diossina contenute nella carta e nel cartone riciclati, sebbene i livelli fossero circa dieci volte superiori rispetto a quelli della carta di prima produzione sottoposta a sbianca al cloro.

Carta non contenente cloro elementare (Elementary chlorine free - ECF).

Grazie alla collaborazione tra gli istituti universitari di ricerca e le cartiere, sono state trovate delle alternative alla sbianca con cloro: prolungando i tempi di cottura, presbiancando con ossigeno e completando la sbianca con biossido di cloro, si riesce a ottenere più o meno la stessa qualità di carta, senza gli inconvenienti legati al cloro elementare: nella pasta e nelle acque di scarico la diossina è scesa a livelli non più rilevabili, e gli AOX sono stati ridotti a 400-800 g/ton. La carta ottenuta con questo processo si chiama ECF - Elementary Chlorine Free paper, ovvero carta non contenente cloro elementare. Gli scarichi sono stati ridotti, attraverso sistemi di trattamento delle acque, fino a 5 kg di sostanze organiche per tonnellata. Sebbene sia stata aumentata la biodegradabilità degli scarichi e sebbene la quantità di AOX sia la stessa di corsi d'acqua lontani da qualsiasi cartiera, come nel caso del Reno (sul cui corso vi sono molte cartiere), essi restano ancora tossici per i pesci...

Carta al 100% senza cloro (Totally chlorine free -TCF).

è stato così introdotto un altro metodo, caldeggiato e promosso da Greenpeace. Invece del cloro e del biossido di cloro, si è pensato di usare acqua ossigenata per il processo di sbianca. Questo metodo viene definito TCF o Totally Chlorine Free ( al 100% senza cloro). Presenta qualche inconveniente: per produrre carta più o meno della stessa qualità, si deve utilizzare il 10% in più di legno, ma con tutto ciò le fibre restano più corte, e di conseguenza la possibilità di riciclaggio viene ridotta. Ogni volta che la carta o il cartone vengono riciclati, le fibre che restano diventano più corte, e quindi si deve aggiungere una quantità maggiore di pasta nuova e si devono scartare più fibre troppo corte. Il riciclaggio produce in media un 11% di residuo, in una certa misura contaminato da metalli pesanti, provenienti dal caolino usato per assorbire gli inchiostri nella carta e a volte dagli inchiostri stessi.
Ma in compenso non sono state rinvenute tracce di diossina misurabili negli scarichi e gli AOX sono stati ridotti praticamente a zero. Sebbene le acque di scarico non contengano diossina e AOX, la carta TCF nuova contiene una quantità diossina almeno 35 volte superiore rispetto a quella della carta ECF! E in più... gli scarichi sono facilmente biodegradabili ma restano tossici per i pesci...

Gli ormoni naturali delle piante.

Devono esserci quindi altri fattori all'origine della strana reazione dei pesci che si trovano a contatto con le acque di scarico delle cartiere. Tali fattori sono stati individuati nei resti naturali del legno: i probabili responsabili sono i fitosteroli (ormoni naturali dei vegetali), i fenoli, gli acidi grassi e le resine. Tutta la storia anti-cloro e anti-imbianchimento era quindi sbagliata dall'inizio.
Ciò non significa che i nuovi metodi non siano migliori per l'ambiente: meno sostanze organiche negli scarichi, maggiore biodegradabilità e meno diossina sono in questo senso aspetti positivi. Ma non riusciamo a comprendere perché Greenpeace promuove con tanta convinzione la carta TCF, malgrado il fatto che richiede più legno, è di qualità inferiore e contiene più diossina, a meno che non lo faccia perché il termine 'biossido di cloro' contiene ancora la parola 'cloro', oppure non si tratti della differenza tra un'azione rivolta a migliorare l'ambiente e l'odio incondizionato per il cloro (altrimenti detto fondamentalismo)...

La diossina in diversi tipi di pasta e carta.

Solo per darvi un'idea della quantità di diossina presente in diversi tipi di pasta di carta e carta:
Diossina presente in diversi tipi di pasta e di carta.
Valori espressi in microgrammi I-TEQ/ton. 

Materiale                                           media    massima


Cartone rivestito riciclato (senza cloro):           2,5
Carta Kraft (100% senza cloro -TCF):                 0,35
Pasta riciclata Deinked (carta da giornale):         0,19
Carta da giornale nuova:                             0,07
Kraft senza imbianchimento:                          0,02
Kraft con imbianchimento (ECF):                               0,01

Fonte: Ubiquitous nature of dioxins (Natura onnipresente della diossina).
Le ricerche condotte in Svezia hanno dato valori quantitativi di diossina dello stesso ordine. I ricercatori hanno pensato in un primo tempo che il trattamento preliminare con cloro dell'acqua usata per la cottura potesse essere all'origine della formazione della diossina nella pasta TCF, ma non era così: la quantità di fenoli clorurati formati dall'aggiunta di cloro nell'acqua non era sufficiente a giustificare la quantità di diossina formata. Forse il maggiore contenuto di diossina è dovuto all'ossidazione del cloruro dal sale a cloro elementare che si ha attraverso il perossido. Vedi anche Fonti di diossina.

Ulteriori miglioramenti.

I ricercatori del settore della pasta di carta e della carta sono impegnati alla ricerca di una soluzione del problema delle quantità ancora alte di materiale organico, con cloro o meno, che si rilevano negli scarichi delle cartiere. Tale soluzione potrebbe essere un processo di lavorazione che non produce acque di scarico (Totally Effluent Free - TEF), in cui tutti i liquidi vengono riciclati all'interno della cartiera, tramite distillazione dei liquidi di scarto e incenerimento dei residui organici solidi in inceneritori dotati di appositi dispositivi. Ciò richiede ulteriori ricerche, perché anche i sali residui del processo di lavorazione devono essere riutilizzati o smaltiti.

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LE ALTERNATIVE

è vero che il passaggio dall'uso esclusivo di cloro elementare per la sbianca della carta a sostanze alternative è risultato a vantaggio dell'ambiente. Ma dal punto di vista ecologico è assurdo promuovere la carta TCF a svantaggio di quella ECF, solo perché viene usato biossido di 'cloro' come agente sbiancante. L'alternativa TCF non è chiaramente un passo avanti per l'ambiente più di quanto non lo sia la carta ECF.


CONCLUSIONE

La carta ECF può essere considerata attualmente come il tipo di carta di buona qualità meno inquinante. Ma la produzione della carta (o il riciclaggio) non è ancora chiaramente ecologica al 100%. In altre parole, per ridurre l'inquinamento totale sarebbe necessaria un'ulteriore riduzione degli scarichi (organici).

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Creato: 24 marzo 1996.
Ultima revisione: 29 novembre 1997.

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